Accesso a Netsoins Domusvi: garantire la protezione dei dati dei vostri residenti

Netsoins è un software di cartella clinica informatizzata (DUI) che centralizza i dati amministrativi, medici e paramedicali dei residenti in EHPAD. Quando viene implementato all’interno del gruppo Domusvi, la procedura di accesso coinvolge direttamente la sicurezza dei dati sanitari soggetti al RGPD e ai requisiti di hosting HDS. Comprendere i meccanismi tecnici che proteggono queste informazioni consente ai team di assistenza di misurare il proprio ruolo nella catena di conformità.

Identità nazionale di salute e DMP: cosa impone il Ségur all’accesso a Netsoins

Gli articoli concorrenti trattano l’accesso come un problema di identificazione o di browser. Il vero cambiamento recente è altrove: l’implementazione del DMP (dossier medico condiviso) e dell’INS (identità nazionale di salute) negli stabilimenti Domusvi modifica la stessa natura dell’autenticazione.

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La residenza del Clos Lafitte, appartenente al gruppo Domusvi, ha documentato questa implementazione DMP-INS. Questa integrazione impone una autenticazione forte dei professionisti della salute e un circuito di dati sicuro verso l’Assicurazione malattia. La semplice coppia identificativo/password non è più sufficiente: il professionista deve dimostrare la propria identità tramite un mezzo conforme ai riferimenti del Ségur del digitale in salute.

Concretamente, durante la connessione a Netsoins Domusvi, il software verifica che l’utente disponga delle autorizzazioni corrispondenti al proprio ruolo (infermiera, medico coordinatore, operatore socio-sanitario). Ogni azione è tracciata in un storico temporale, il che alimenta il registro di trattamento richiesto dal RGPD.

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Direttore di stabilimento che consulta un dossier residente sicuro su un'interfaccia digitale in un corridoio di EHPAD

Hosting HDS e localizzazione dei server: una restrizione spesso ignorata

La maggior parte delle guide di accesso non menziona l’infrastruttura che memorizza i dati una volta inseriti. La CNIL ricorda che gli stabilimenti medico-sociali devono verificare la localizzazione dei server e le garanzie offerte dai loro subappaltatori, in particolare dalla invalidazione del Privacy Shield e dall’adozione del Data Privacy Framework nel 2023.

Netsoins mostra una conformità agli standard HDS (hosting di dati sanitari). Questa certificazione garantisce che i dati dei residenti rimangano su server che rispondono a criteri rigorosi di disponibilità, integrità e riservatezza. Per un stabilimento Domusvi, verificare che l’hosting sia qualificato HDS e localizzato in Europa è un prerequisito prima di qualsiasi messa in produzione del software.

Trasferimenti al di fuori dell’UE: il punto di attenzione

La CNIL insiste sulla preferenza per gli host europei quando si tratta di dati sanitari ospitati nel cloud. Se un subappaltatore tecnico (manutenzione, backup) trasferisce dati verso server americani, l’istituzione deve assicurarsi che siano in atto clausole contrattuali standard o garanzie equivalenti. Questo controllo è di competenza del responsabile della protezione dei dati (DPO), la cui designazione è obbligatoria per un gruppo come Domusvi che tratta dati sensibili su larga scala.

Ruolo del DPO e registro di trattamento in un gruppo multi-sito

Domusvi gestisce diverse centinaia di residenze. Questa scala rende il registro di trattamento particolarmente complesso: ogni stabilimento utilizza Netsoins con impostazioni adattate (moduli di prescrizione, monitoraggio delle cure infermieristiche, telemedicina), e ogni configurazione genera flussi di dati distinti.

Il DPO del gruppo deve tenere un registro che descriva, per ogni trattamento:

  • La finalità precisa (coordinamento delle cure, fatturazione, trasmissione all’Assicurazione malattia tramite il DMP)
  • Le categorie di dati raccolti (identità del residente, anamnesi, prescrizioni, osservazioni cliniche)
  • I destinatari interni ed esterni, compresi i subappaltatori tecnici che garantiscono l’hosting HDS
  • Le durate di conservazione applicate, che variano a seconda della natura del documento (cartella clinica, dati amministrativi)

Ogni professionista che si connette a Netsoins alimenta questo registro con le proprie azioni quotidiane. Tracciare una cura, modificare una prescrizione, consultare un dossier: tutte queste operazioni sono registrate e devono poter essere auditate.

Due operatori sanitari in EHPAD collaborano sulla gestione sicura dei dati dei residenti tramite un software di assistenza

Buone pratiche di sicurezza quotidiana per i team in EHPAD

La conformità normativa si basa su meccanismi tecnici, ma anche sui gesti dei team al posto di lavoro. Diversi riflessi riducono significativamente il rischio di fuga o accesso non autorizzato.

  • Bloccare la sessione non appena si lascia il posto, anche per pochi minuti. Negli EHPAD, i posti condivisi tra operatori aumentano il rischio di accesso sotto un’identità terza
  • Non condividere mai le proprie credenziali Netsoins con un collega, nemmeno in situazioni di emergenza. La tracciabilità individuale delle azioni è un obbligo legale, non una raccomandazione
  • Segnalare immediatamente qualsiasi sospetto di accesso anomalo (accesso da un dispositivo sconosciuto, modifica non effettuata dal titolare dell’account) al referente informatico o al DPO
  • Preferire il browser raccomandato dall’istituzione e mantenerne gli aggiornamenti, poiché un browser obsoleto può esporre i dati a vulnerabilità note

Questi gesti sembrano semplici. La loro non osservanza rappresenta la prima causa di segnalazioni alla CNIL nel settore medico-sociale. La sicurezza dei dati sanitari si gioca tanto sullo schermo quanto a livello del server.

Formazione continua e sensibilizzazione

Un software conforme non protegge nulla se gli utenti aggirano i suoi meccanismi per abitudine o per mancanza di tempo. Gli stabilimenti Domusvi che integrano una sensibilizzazione regolare al RGPD nel loro piano di formazione constatano una diminuzione degli incidenti legati alle cattive pratiche di accesso.

La protezione dei residenti passa attraverso una catena completa: certificazione HDS del server, autenticazione forte imposta dal Ségur, registro di trattamento tenuto dal DPO, e vigilanza quotidiana di ogni operatore che apre Netsoins. Nessun anello compensa il fallimento di un altro.

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